Parlare della storia del Jamaica è parlare della storia di Brera, di Milano, dell'arte italiana dell'ultimo secolo.

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Il jamaica è soprattutto i suoi clienti, la gente che lo frequenta. Nomi famosi sono accanto a nomi meno famosi, perché Brera non è fatta solo di illustri pittori, di architetti e giornalisti alla moda; Brera è fatta anche di artigiani, di gente comune, e di allievi della vicina Accademia.
Jamaica Bar
Al jamaica c’é ancora un bicchiere di vino o un panino per i molti intellettuali e personaggi della Milano più viva che, in un modo o nell’altro continuano a circolare attorno a questo polo. E’ possibile mangiare qualcosa a tutte le ore, che sia un’insalata, un sandwich, un piatto di pasta, o un’improbabile focaccia di Recco, che altrimenti occorrerebbe andare prendere in Liguria, magari in nottata. Allo stesso modo, vi si possono trovare giocatori di scopa dalla parlata milanese, e nel tavolino affianco turisti. Passare la sera nell’ultimo tratto di Brera, quello proibito al traffico, é come andare a Sant-Germain dal lato dei caffè storici. Di Storico c’é il Jamaica.
Jamaica Bistrot
Il bistrot è sempre aperto. Si mangia dalle 9.30 alle 2.00, dal toast alla cotoletta alla milanese. Dal giovedì al sabato, quando il locale è più affollato, il Jamaica apre anche il suo ristorante al primo piano. In questo piccolo ambiente esclusivo dove la storia si respira in ogni angolo, potrete gustare un menù tipicamente milanese, accompagnato da una ricca e interessante carta dei vini. Dato il ridotto numero di coperti (ca. 30) è consigliabile la prenotazione, soprattutto per chi volesse cenare dopo teatro.
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